VIA CRUCIS

Gesù, dando un forte grido, spirò

celebrazione comunitaria della Via Crucis

Canto d’ingresso

Noi ti preghiamo, Uomo della croce

1. Nella memoria di questa Passione,
noi ti chiediamo perdono, Signore,
per ogni volta che abbiamo lasciato
il tuo fratello morire da solo.

Rit. Noi ti preghiamo, Uomo della croce,
Figlio e fratello, noi speriamo in te.


2. Nella memoria di questa tua morte,
noi ti chiediamo coraggio, Signore,
per ogni volta che il dono d’amore
ci chiederà di soffrire da soli. Rit.


Introduzione

Saluto

V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen.

V. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

T. E con il tuo spirito.

L. «Contempliamo il vertice della vita di Gesù in questo mondo: la sua morte in croce. I Vangeli attestano un particolare prezioso, che merita di essere contemplato con l’intelligenza della fede. Sulla croce, Gesù non muore in silenzio. Non si spegne lentamente, come una luce che si consuma, ma lascia la vita con un grido: “Gesù, dando un forte grido, spirò” (Mc 15,37).

Quel grido racchiude tutto: dolore, abbandono, fede, offerta. Non è solo la voce di un corpo che cede, ma il segno ultimo di una vita che si consegna. Il grido di Gesù è preceduto da una domanda, una delle più laceranti che possano essere pronunciate: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

È il primo verso del Salmo 22, ma sulle labbra di Gesù assume un peso unico. Il Figlio, che ha sempre vissuto in intima comunione con il Padre, sperimenta ora il silenzio, l’assenza, l’abisso.

Non si tratta di una crisi di fede, ma dell’ultima tappa di un amore che si dona fino in fondo. Il grido di Gesù non è disperazione, ma sincerità, verità portata al limite, fiducia che resiste anche quando tutto tace.

Noi siamo abituati a pensare al grido come a qualcosa di scomposto, da reprimere. Il Vangelo conferisce al nostro grido un valore immenso, ricordandoci che può essere invocazione, protesta, desiderio, consegna. Addirittura, può essere la forma estrema della preghiera, quando non ci restano più parole. In quel grido, Gesù ha messo tutto ciò che gli restava: tutto il suo amore, tutta la sua speranza.» (Papa Leone XIV)

C. Prima di ripercorrere il cammino della croce con Gesù e i fratelli, nella comune preghiera innalziamo al Signore il nostro grido di speranza che chiede perdono al Padre.

C. Tu che comandi di perdonarci per ricevere il tuo perdono. Kyrie eleison.

T. Kyrie eleison.

C. Tu che sulla croce hai invocato il perdono per i peccatori. Kyrie eleison.

T. Kyrie eleison.

C. Tu che ci sottoponi al giudizio della croce. Kyrie eleison.

T. Kyrie eleison.

C. Preghiamo.

O Padre, che hai ascoltato il grido di tuo Figlio dall’alto della croce, ascolta il grido dell’umanità che soffre per il peccato: l’ingiustizia, la sopraffazione, la guerra. Dona al nostro cuore la capacità del perdono, il desiderio del bene, il coraggio della pace. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

T. Amen.


Prima stazione

La condanna a morte di Gesù

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.Dal Vangelo secondo Marco (10,33-34)

Il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà.

Riflessione

Gesù con tutto il suo essere aderisce al mistero della volontà del Padre, tace davanti a una decisione di condanna ingiusta e falsa; il Figlio dell’uomo passa attraverso questa strettoia dolorosa per giungere alla fecondità immensa della risurrezione.

La sofferenza può giungere per una volontà altrui: accettare e ancora più perdonare può sembrare impossibile. Gesù ha accettato e si è caricato di tutto il nostro male come se fosse il suo, abbracciandolo in silenzio. Da quel momento la redenzione ha avvolto anche ogni ingiustizia subita da ogni uomo, non più in solitudine, ma con lui, il Condannato.

Portiamo nel cuore con la compassione, con la preghiera e anche con la volontà che si faccia giustizia, i tanti innocenti schiacciati dalla prepotenza: Signore, guarda col tuo sguardo di verità e conduci alla gloria il silenzio degli oppressi, donaci pace e speranza quando attorno a noi vediamo il buio.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Abbi pietà di noi, Signore.

  • Tu che con cuore obbediente hai sofferto violenza e persecuzione, rinvigorisci con la tua grazia i credenti oppressi a causa del Vangelo. R.
  • Tu che ti sei fatto obbediente fino alla morte di croce, donaci lo spirito di docilità e di mitezza. R.
  • Tu che sei venuto a chiamare e a salvare i peccatori, purifica i nostri cuori dalla colpa. R.

C.Preghiamo.

Accogli, o Dio clemente, la nostra implorazione: concedi al nostro travaglio il conforto del tuo amore e consolaci con la presenza tra noi del Figlio tuo Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

Stabat Mater

Chiusa in un dolore atroce

eri là sotto la croce

dolce Madre di Gesù.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Seconda stazione

Gesù prende la croce

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.Dal Vangelo secondo Matteo (16,24)

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Riflessione

Seguire il Signore, andare dietro a lui, è la strada verso la vita: anzi, è già la vita, perché in lui ogni pienezza ci è offerta e anche già donata.

Le sue parole sono Spirito e Vita: scegliere lui esige fargli spazio dentro di noi, e questo vuol dire accettare di rinnegare quella parte di noi che non lo vorrebbe accogliere.

La croce che dobbiamo prendere e portare con Gesù è anche il mistero della nostra vocazione personale, il mistero della responsabilità che Dio ci affida perché il suo Regno possa venire nel mondo.

Seguire il Signore è essere fedele alla Parola che sento detta per me; portare la sua croce è abbracciare con tutto il cuore e portare nel mondo quel compito a cui mi sento chiamato e che nessun altro potrà svolgere al mio posto.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, donaci grazia e benedizione.

  • Conservaci nella fedeltà alla tua chiamata e nella fiducia in te solo, senza esitazioni e smarrimenti. R.
  • Tu che illumini la via di ogni uomo, fa’ che ogni giovane scopra la propria vocazione e la realizzi nell’impegno e nella gioia. R.
  • Donaci di accettare con pazienza la nostra croce e di seguirti con amore giorno per giorno. R.

C.Preghiamo.

Dio onnipotente, Cristo tuo Figlio ha sofferto per noi lasciandoci un esempio. Donaci la forza di prendere la nostra croce ogni giorno e di seguire con fedeltà il nostro Salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

Stabat Mater

Il tuo cuore desolato

fu in quell’ora trapassato

dallo strazio più crudel.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Terza stazione

La prima caduta di Gesù sotto la croce

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.Dal Libro del profeta Isaia (53,4)

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.

Riflessione

Gesù fu obbediente fino ad accettare l’umiliazione e le sofferenze della croce, perché tutto vedeva e sapeva essere nella volontà del Padre: «Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà», aveva pregato prostrato a terra (Lc 22,42b).

Anche noi possiamo attraversare momenti che ci sembrano negazione della vita: quando ci accade qualcosa che pare annientare sogni e speranze, un lavoro o un’opera con i quali ci eravamo identificati, che sapevamo importanti per noi e per gli altri. Aiutaci, Signore, a rimetterci umilmente nelle tue mani di Padre e a credere ancora che tutto, proprio tutto, fallimento e riuscita, è destinato a una verità e a una gloria eterne.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Accresci in noi fede e speranza

  • Tu che hai scelto la via della croce, confortaci nei dolori e sostienici nelle avversità. R.
  • Tu che sei stato sottoposto alla prova come noi, non lasciare che s’abbatta l’animo di chi patisce la persecuzione. R.
  • Tu che sempre soccorri chi solo in te ripone speranza, plasma al tuo volere i progetti degli uomini. R.

C.Preghiamo.

Nel tempo della sopportazione, o Dio, i tuoi figli affrontino ogni avversità con fiducia, perché alla fine dei travagli del tempo siano coronati dal fulgore del tuo Regno eterno. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Quanto triste, quanto affranta

ti sentivi, o Madre santa

del divino Salvator.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Quarta stazione

La Madre incontra il Figlio sulla Via della Croce

V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo secondo Luca (2,19)

Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

Riflessione

Già nel “fiat” dell’Annunciazione, detto nella libertà piena dell’amore e della fede, Maria portava nel cuore la “Parola della croce”, che si identificava con quel Figlio, così “suo” e così “estraneo” perché consacrato totalmente al volere del Padre. Lungo tutto il suo peregrinare nel tempo, Maria ha tenuto “gli occhi fissi su Gesù”. Discepola di Cristo, col suo silenzio colmo di ascolto, col suo sguardo tutto accoglienza e disponibilità, fino al martirio ai piedi della croce.

Madre addolorata, tu porti nel cuore le piaghe di Gesù. Fa’ che anche noi non sfuggiamo ai sacrifici che ci sono chiesti, credendo sempre che l’offerta della nostra vita aiuta il mondo a rinascere nella generosità e nella bellezza.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, donaci la tua grazia.

  • Dio grande e misericordioso, a cui nulla è impossibile, salvaci dal peccato e dalla morte e aiuta i deboli e gli sfiduciati. R.
  • Tu che hai guardato l’umiltà di Maria, abbi pietà di noi e di tutti gli uomini del nostro tempo. R.
  • Come Maria aderì pienamente alla tua parola, fa’ che accettiamo con amore la tua volontà. R.

C.Preghiamo.

Donaci, o Dio, la forza di rimanere nella tua Parola, che guidò sempre la beata Vergine Maria nel cammino della fede e la congiunse intimamente fino alla croce all’opera di redenzione del tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

T. Amen.

Stabat Mater

Con che spasmo piangevi

mentre trepida vedevi

il tuo Figlio nel dolore.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Quinta stazione

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce

V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dalla Lettera di Paolo ai Galati (6,2)

Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo.

Riflessione

Non tutti i pesi possono essere alleviati, tante situazioni ci vedono impotenti. Il dono sincero della compassione, della preghiera dolente, è però sempre possibile. E quando è possibile aiutare con un gesto di carità, questo gesto non sia mai veloce o sfuggente, ma abbia sempre in sé un peso di attenzione, un peso di vera fraternità. La realtà può così trasfigurarsi e diventare accoglienza della presenza di Gesù, anche lui povero e fatto bisognoso.

Signore, facci capaci di accogliere in pienezza il tuo comandamento nuovo, il comandamento dell’amore. E fa’ che vediamo te, Figlio eterno di Dio e Figlio dell’uomo, in ogni fratello bisognoso del nostro aiuto, così che ogni nostro gesto sia radicato nell’eterno, e nell’eterno fiorisca: «Come io ho amato voi».

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Accresci, Signore, la carità del tuo popolo.

  • Maestro, che hai dato ai discepoli il nuovo comandamento dell’amore vicendevole, aiutaci ad amare tutti come fratelli. R.
  • Tu che per la nostra salvezza hai assunto la vita umana, rendici generosi e accoglienti verso tutti. R.
  • Tu che hai sofferto per causa nostra, allontana la slealtà dal cuore dell’uomo. R.

C.Preghiamo.

Donaci, Padre di immenso amore, di custodire sempre nei nostri cuori il dono della fede con affettuosa sollecitudine e di manifestare nelle opere di giustizia il sigillo spirituale e il tesoro della nostra professione cristiana. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Se ti fossi stato accanto

forse che non avrei pianto,

o Madonna, anch’io con te?

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Sesta stazione

La Veronica asciuga il volto di Gesù

V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Libro dell’Esodo (33,13-14)

«Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa nazione è il tuo popolo». Rispose: «Il mio volto camminerà con voi e ti darò riposo».

Riflessione

Nel cammino della vita, nel nostro cammino fra le prove, abbiamo bisogno di un rifugio, di un conforto, di una luce che diano certezza, pace e direzione.

Il volto di Cristo, del Figlio dell’uomo, volto desiderato, cercato e custodito; il volto di Cristo, amato, al quale parla il cuore, è questo rifugio. «Nascondimi al riparo del tuo volto» (Sal 30).

Signore Gesù, nella fatica di ogni giorno, nella quotidiana tensione verso un bene grande e desiderato, il tuo volto è il nostro riposo. Non nasconderci il tuo volto, volto di Servo del Signore, volto umano provato da tanta sofferenza. Fa’ che la luce che promani riempia il desiderio della nostra contemplazione e ci doni tenerezza per ogni fratello, al cui sguardo non vogliamo sottrarci.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Illumina, Signore, il nostro cammino.

  • Tu che vuoi che tutti gli uomini siano salvati, rischiara ogni coscienza con la luce del Vangelo. R.
  • Tu che continuamente rinnovi e purifichi la Chiesa, conservala santa e immacolata nella tua adorazione. R.
  • Niente potrà mai separarci dalla tua carità: accogli clemente i giusti che sono morti nella tua pace. R.

C. Preghiamo.

O Dio, nostro protettore, volgi il tuo sguardo su di noi che siamo oppressi dal peso dei nostri peccati e donaci il tuo perdono, così che possiamo servirti con tutto lo slancio del cuore. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Dopo averti contemplata

col tuo Figlio addolorata,

quanta pena sento in cuor.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Settima stazione

La seconda caduta di Gesù sotto la croce

V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dalla Lettera di Paolo ai Romani (8,18)

Ritengo infatti che le sofferenze del momento presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.

Riflessione

Signore, la stanchezza e la delusione spesso coprono di opacità il nostro quotidiano. Tu, portando sulle spalle il peso della croce, non hai interrotto il tuo cammino, con nel cuore un amore più forte della morte.

La tua Grazia metta in noi la certezza che le fatiche quotidiane, le prove piccole o grandi che sembrano togliere la gioia e la forza di sperare qualcosa di bello, possono tramutarsi in un dono fra le nostre mani, in un dono da offrire, che ci fa sentire partecipi del tuo grande sacrificio, della tua offerta al Padre e all’umanità; con te possiamo sentirci redentori, salvatori del nostro pezzetto di storia, che si apre all’infinito.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Abbi pietà di noi, Signore.

  • Cristo, che hai lavato umilmente i piedi dei discepoli, proteggi quanti consacrano l’esistenza al bene dei fratelli. R.
  • Redentore del mondo, fa’ che i cristiani docili al tuo insegnamento non si stanchino mai di essere misericordiosi. R.
  • Signore Gesù, uomo dei dolori, dona ai malati pazienza e speranza. R.

C.Preghiamo.

O Padre, infinito nell’amore, all’uomo superbo hai dato di incontrare il mistero dell’umiliazione divina, perché non andasse perduto. Concedi a quanti sono stati redenti dalla generosità del Salvatore di accogliere nella fede e di portare a compimento nella vita il disegno sapiente della tua provvidenza, manifestato a noi dalla croce di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

Stabat Mater

Santa Vergine, hai contato

tutti i colpi del peccato

nelle piaghe di Gesù.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Ottava stazione

Le donne piangenti

V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Libro del profeta Ezechiele (11,19)

Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carne.

Riflessione

Non è mai piccolo quello che è fatto per amore; l’amore richiede sincerità e profondità, un cuore che abbia allontanato ogni superficialità e che sappia abbracciare il fratello e la sorella accogliendoli nel loro bisogno, nella loro verità, e anche nel loro desiderio di relazione. Il mondo in cui viviamo spesso ci spinge a una fretta che tocca anche i rapporti fra di noi, rendendoli vuoti, privi di quel contenuto di fraternità che ci fa più umani. L’accoglienza è sempre un’attenzione libera e sincera dell’altro. E Gesù ci conceda di accogliere anche lui, Figlio dell’uomo, mendicante di amore.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Rinnovaci con lo spirito di salvezza.

  • Tu che solo meriti il nome di Amore, effondi sulla Chiesa lo spirito di carità. R.
  • Signore, servire te è regnare: donaci lo spirito di unità e di pace. R.
  • Tu che hai fatto l’uomo a tua immagine e somiglianza, sii vicino a coloro che si adoperano a vincere l’ingiustizia. R.

C. Preghiamo.

Dio forte e buono che hai donato alla nostra notte Cristo, luce da luce, fa’ che la Chiesa si lasci illuminare dalle sue opere e dai suoi insegnamenti, e così proceda senza timore sulla strada della salvezza, indicata da lui, nostro Signore e Redentore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

Stabat Mater

E vedesti il tuo Figliuolo

così afflitto, così solo,

dare l’ultimo respir.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Nona stazione

La terza caduta di Gesù sotto la croce

V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Libro del profeta Isaia (53,7)

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

Riflessione

Fare del silenzio la custodia del soffrire; accettare serenamente la fatica di qualche situazione che ci sembra impossibile da affrontare. Solo stringendosi a Gesù è possibile tenere nelle mani la propria vita, anche quando esperienze dure e fatiche incomprensibili sembrano disgregare il nostro presente. Lui ci è già passato, e con il suo “Amen” detto al Padre ha già trasfigurato ogni dolore in gloria, immersa in un mondo già illuminato, che la speranza ci fa intravedere.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Mostrami, Signore, la tua misericordia.

  • Tu che hai obbedito e faticato come tutti, santifica l’esistenza e il lavoro degli uomini e delle donne. R.
  • Tu che sei ricco di pietà e di misericordia, converti coloro che si sono allontanati da te. R.
  • Dio di giustizia e di misericordia, fa’ che la verità e l’amore possano sempre prosperare nel mondo. R.

C. Preghiamo.

Salvatore e Signore, che secondo l’eterno disegno del Padre hai preso su di te con amore ineffabile ogni miseria nostra, ogni ferita, concedi in virtù del tuo sangue che gli uomini siano liberati da tutte le colpe e possano abitare nella patria celeste con te, che sei Dio, e vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

T. Amen.

Stabat Mater

Dolce Madre dell’amore,

fa’ che il grande tuo dolore

io lo senta pure in me.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Decima stazione

Gesù spogliato delle vesti

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Libro della Genesi (37,23-24)

Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.

Riflessione

Tutto il vivere di Gesù è stato uno spogliarsi sempre più radicale, fino a entrare nel nulla della morte di croce. Incarnazione: scendere dalla ricchezza di Dio alla povertà dell’uomo. Povertà: mescolarsi alle folle affamate e bisognose. Passione: abbracciare in silenzio tutto quello che è il dolore dell’uomo.

Ma Dio può riversare la ricchezza del suo amore su ogni nostro spogliamento volontario o imposto da circostanze che noi non possiamo gestire.

Crediamo che la nostra realizzazione più vera coincide con la nostra capacità di amare, di fare fiorire in noi e attorno a noi il bene, la bontà, la verità: allora non soffriremo di essere poveri di tante cose. Rivestiamoci di umiltà: umiliamoci sotto la potente mano di Dio, riversando su di lui ogni nostra preoccupazione, perché egli ha cura di noi. Dopo che avremo un poco sofferto, ci confermerà.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Confermaci nella fede, Signore.

  • Tu che sei via, verità e vita, concedi a tutti gli uomini di aderire alla tua parola. R.
  • Tu che ti sei umiliato per la nostra glorificazione, aiuta i credenti a respingere ogni male senza incertezze. R.
  • Tu che converti i cuori a te e ci formi secondo la tua sapienza, fa’ che la santa Chiesa sia sempre testimone del tuo amore. R.

C. Preghiamo.

La tua misericordia, o Dio, strappi dal nostro cuore ogni vecchia radice di peccato e ci renda aperti al dono della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Fa’ che il tuo materno affetto

per il Figlio benedetto

mi commuova e infiammi il cuor.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Undicesima stazione

La crocifissione

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 25)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Riflessione

Stare con Maria sotto la croce, rimanere accanto al crocifisso, con una fedeltà tenace e amorosa. Le braccia spalancate di Gesù ci dicono che lui è unicamente accoglienza e che nessun dolore, nessuna prova, neppure l’estrema del morire, gli è estranea. Guardandolo, comprendiamo che non c’è niente che possa spegnere questo suo amore appassionato per noi.

Ti chiediamo, Signore, di liberarci dalla distrazione che normalmente ci afferra e ci penetra. Che i nostri occhi e il nostro cuore sappiano contemplarti e accoglierti. Che sappiamo vedere nel tuo dolore e nel tuo amore la salvezza destinata a ogni uomo, e ogni dolore che tocca ogni uomo accolto e redento nel tuo.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Salvaci, Signore, nella tua fedeltà.

  • Sei venuto nel mondo non per giudicarlo, ma perché in te fosse salvo: rendici luce e sale della terra. R.
  • Rinnova ogni giorno la Chiesa con l’ascolto della tua Parola e con la penitenza che dona salvezza. R.
  • Dona la tua ricompensa a quanti, nelle difficoltà del lavoro, hanno conservato la fedeltà alla tua parola. R.

C. Preghiamo.

Per la tua bontà eterna, illumina o Dio i cuori dei tuoi fedeli; tu che ci infondi la volontà di adorarti, ascolta la nostra umile e fiduciosa preghiera. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Le ferite che il peccato

sul suo corpo ha provocato,

siano impresse, o Madre, in me.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Dodicesima stazione

La morte

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo secondo Luca (23, 46)

Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.

Riflessione

Gesù ci aiuta con la forza della sua debolezza, della sua estrema sofferenza.

Ora, alla fine, raccoglie nella sua preghiera tutte le nostre preghiere, le nostre invocazioni, i nostri lamenti.

Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva, perché mia rupe e mia fortezza tu sei; per il tuo nome guidami e conducimi, alle tue mani affido il mio spirito, tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele (cfr. Sal 30).

Invocazioni

L.Preghiamo insieme e diciamo:

Illumina, Signore, le nostre tenebre.

  • Tu che sai trarre il bene dal male, conforta i tuoi figli che attendono da te la consolazione. R.
  • Tu che puoi cambiare il dolore in allegrezza, sii vicino agli ammalati con la tua grazia. R.
  • Tu che non lasci senza ricompensa coloro che sono vissuti nel tuo nome, prepara ai defunti la vita senza fine. R.

C. Preghiamo.

Dio, che ti riveli grande e potente soprattutto quando hai compassione e perdoni, ricolmaci della tua grazia e rendi partecipi della celeste ricchezza quanti anelano al compimento delle divine promesse. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Del Figliuolo tuo trafitto

per scontare ogni delitto

condivido nel dolor.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Tredicesima stazione

La deposizione

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L.Dal Vangelo secondo Giovanni (16, 7)

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

Riflessione

Tutto è davvero compiuto. Gesti pii ed essenziali circondano il Crocifisso che se ne è andato, che ha lasciato ai suoi il suo corpo martoriato. Ma la forza della salvezza già ha incominciato, irresistibile, a irrompere. Il ladro pentito, il centurione, la folla, sono toccati e spinti da una Grazia nuova e già operante. «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio» (Mc 15,39).

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Padre, convertici al tuo amore.

  • Tu che ci soccorri tutti in Cristo, ravviva nei credenti la ferma speranza nella salvezza. R.
  • Tu solo puoi dare vigore e fecondità alle decisioni umane: aiuta quanti nella verginità si sono consacrati al tuo Regno. R.
  • Padre, non hai risparmiato il tuo Unigenito, ma lo hai dato per noi: stringi tutti gli uomini col vincolo della carità fraterna. R.

C. Preghiamo.

Dio forte e clemente, che dalla croce di Cristo effondi sull’universo tutti i tesori del tuo amore immenso, ravviva la speranza dei peccatori che piangono le loro colpe, e chiama alla gioia del paradiso quanti con umile cuore confessano la tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

Di dolori quale abisso!

Presso, o Madre, al Crocifisso

voglio piangere con te.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Quattordicesima stazione

La sepoltura

C. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L. Dal Vangelo secondo Matteo (27, 61)

Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

Riflessione

La notte sta per scendere, notte di silenzio e di memoria. Le sante donne attendono gli avvenimenti e custodiscono il mistero di quanto accaduto. In qualche modo già ne vegliano il compimento, che irromperà il primo giorno dopo il sabato.

Signore, ti chiediamo di farci capaci di adorazione, di sapere dilatare il nostro animo per accogliere nel silenzio quello che umanamente può sembrarci incomprensibile o inutile. Poni nel nostro cuore la speranza, certezza sicura e feconda della salvezza che pienamente tu ci offri.

Invocazioni

L. Preghiamo insieme e diciamo:

Facci vivere nella tua luce, Signore.

  • Redentore, che col tuo sangue ti sei acquistato un popolo santo, togli ogni divisione nella Chiesa perché viva sempre nell’amore. R.
  • Gesù, che hai voluto soffrire perché il mondo vedesse la luce della verità, fa’ che tutti gli uomini arrivino a conoscere la fonte della vita. R.
  • Tu che nella tua morte e nella tua risurrezione hai rivelato la gloria del Padre, ristoraci per tutti i secoli con lo splendore del tuo volto. R.

C. Preghiamo.

Dio onnipotente ed eterno, tu hai voluto che alla morte di Cristo il mondo sperimentasse le tenebre della desolazione. Noi ti preghiamo: splenda sulla Chiesa l’aurora di luce del Figlio tuo risorto dal sepolcro, perché senza timore e senza dubbi possa serena proseguire il suo cammino. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Stabat Mater

O Madonna, o Gesù buono

vi chiediamo il grande dono

dell’eterna gloria in ciel.

Santa Madre, deh, voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.


Canto all’adorazione della croce

Se tu m’accogli, Padre buono

1. Se tu mi accogli, Padre buono,
prima che venga sera,
se tu mi doni il tuo perdono,
avrò la pace vera:
ti chiamerò, mio Salvatore,
e tornerò, Gesú, con te.

2. Se nell’angoscia piú profonda,
quando il nemico assale,
se la tua grazia mi circonda,
non temerò alcun male:
t’invocherò, mio Redentore,
e resterò sempre con te.


Conclusione

C. Gesù, nella sua Passione, ci ha rivelato l’Amore fedele del Padre che insieme invochiamo.

T. Padre nostro…

C. Preghiamo.

Il Sangue prezioso del tuo Figlio unigenito ha reso sacro, o Dio, l’emblema della croce e ne ha fatto un simbolo di salvezza; a quanti si gloriano di seguire questo santo vessillo concedi sempre la tua protezione. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.


Benedizione

C. Il Signore sia con voi.

T. E con il tuo spirito.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

C. Il Padre di misericordia, che nella passione del suo Figlio ci ha dato la misura del suo amore, conceda a voi, nel servizio di Dio e degli uomini, il dono della sua benedizione.

T. Amen.

C. Cristo Signore, che nella sua passione ci ha salvato dalla morte eterna, vi conceda la vita senza fine.

T. Amen.

C. Voi, che seguite Cristo umiliato e sofferente, possiate aver parte alla risurrezione.

T. Amen.

C. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

T. Amen.


Canto finale

Ti saluto, o Croce santa

Rit. Ti saluto, o croce santa, che portasti il Redentor:
gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor.

1. Sei vessillo glorioso di Cristo,
sua vittoria e segno d’amor:
il suo sangue innocente fu visto
come fiamma sgorgare dal cuor. Rit.

2. Tu nascesti fra braccia amorose
d’una Vergine Madre, o Gesù;
tu moristi tra braccia pietose
d’una croce che data ti fu. Rit.

3. O Agnello divino, immolato
sulla croce crudele, pietà!
Tu, che togli dal mondo il peccato,
salva l’uomo che pace non ha. Rit.