“E’ opportuno che tutto il popolo cristiano sia introdotto alle diverse forme di pre-ghiera e che la liturgia delle ore sia apprezzata nella sua ricchezza, nel ritmo temporale che scandisce la giornata, nell’essere voce di tutta la Chiesa. (…) Se un cristiano non prega è esposto al rischio di una fede che si inaridisce, di un cammi-no che si smarrisce nel deserto”.

(Lettera Pastorale – CRESCE lungo il cammino il suo vigore – Arcivescovo M. Delpini)

IN CAMMINO VERSO IL DIALOGO CON DIO

Come dice Anna Maria Cànopi, “la preghiera è essenzialmente un dialogo d’amore”, anzi: “pregando “dimostriamo di mettere Dio al primo posto nella no- stra vita, un Dio con il quale abbiamo un rapporto di filiale fiducia”. Per questo “bisogna pregare non solo in alcuni momenti, ma diventare preghiera, essere per- manentemente in preghiera”.

Affidiamo a Dio questo alto desiderio e questo augurio: diventare pre- ghiera, senza inventare nuove forme, ma vivendo meglio e con convin- zione le tante occasioni e momenti che già esistono, per sperimentare la bellezza della preghiera comunitaria, che respira insieme alla preghiera individuale e alle azioni fatte preghiera.
Molti sono momenti pensati per condurre la comunità a cercare la pre- senza di Dio nella preghiera: il silenzio orante dell’adorazione il primo venerdì del mese o nei momenti significativi della vita parrocchiale, i Pellegrinaggi proposti ed Rosari nei quartieri nel mese di maggio, del giovedì sera, o in suffragio dei defunti; la preghiera nelle processioni per le vie del paese o nelle famiglie davanti all’icona itinerante della Sacra Famiglia; la preghiera proposta dalla Commissione Missionaria in occa- sione dell’Ottobre Missionario; la preghiera con cui inizia ogni incontro formativo ed ogni commissione della Parrocchia, la benedizione Natalizia e la Novena, oltre all’incoraggiamento della pratica della Liturgia delle Ore, in chiesa, ma anche in famiglia

CHI E’ IL CENTRO DELLA NOSTRA PREGHIERA?

Dal Catechismo: “Grande è il Mistero della fede”. La Chiesa lo professa nel Simbolo degli Apostoli e lo celebra nella Liturgia.
Questo Mistero richiede quindi che i fedeli ci credano, lo celebrino e ne vivano in una relazione viva e personale con Dio vivo e vero. Tale rela- zione è la preghiera.

L’anima di ogni preghiera è lo Spirito che tutti dobbiamo invocare, af- finché Cristo viva in ciascuno di noi. Tutte le persone incaricate di aiutare la comunità a pregare meglio, anche col canto, traggano proprio dalla preghiera umiltà e ispirazione per meglio svolgere questo ministero, che è il ministero di ciascuna creatura battezzata: entrare in dialogo col proprio Creatore e invitare i fratelli a partecipare. Diversi sono i gruppi che, sotto la guida attenta del parroco, don Ferdinando e del vicario, don Giancarlo, facilitano lo svolgimento della pre- ghiera, anche con attività di allestimento, utili per creare raccoglimento: il Gruppo San Satiro, le Consorelle, che si coordinano con il Gruppo Liturgico e tutti i parrocchiani che si rendono disponibili a guidare nel raccoglimento la preghiera

… VERSO LA SANTITA’

Il santo è una persona dallo spirito orante, che ha bisogno di comunicare con Dio. E’ uno che non sopporta di soffocare nell’immanenza chiusa di questo mondo, e in mezzo ai suoi sforzi e al suo donarsi sospira per Dio, esce da sé nella lode e allarga i propri confini nella contemplazione del Signore. Non credo nella santità sen- za preghiera, anche se non si tratta necessariamente di lunghi momenti o di sentimenti intensi.

(Papa Francesco – Gaudete et Exsultate)