LA CRESIMA

Tratto dalla pubblicazione: I SacramentiSegni della presenza di Dio – di Monsignor Claudio Livetti

Conferma del Battesimo

La Cresima è il secondo Sacramento, dopo quello del Battesimo. Di solito è la riconferma, in età consapevole, del Battesimo ricevuto nell’infanzia per iniziativa della famiglia. Per questo si chiama anche Confermazione.
Leggiamo in Atti 8,14 – 17: “Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo”.
Il Diacono Filippo è stato il “Parroco” che ha battezzato i samaritani; gli Apostoli Pietro e Giovanni sono stati i “Vescovi” che li hanno confermati.

Sacramento della crescita

Se tutte le strade fossero piane, senza le salite e le discese, le automobili non avrebbero bisogno delle marce e delle diverse velocità. Queste ci sono invece, fortunatamente, per superare le difficoltà della strada. Anche nella strada della vita ci sono cambiamenti importanti. Dopo gli anni facili e spensierati della fanciullezza, a partire dall’adolescenza, s’incontrano le varie difficoltà della vita. Dio non ci lascia soli, ma ci fa cambiare la marcia: ci manda lo Spirito Santo coi suoi doni, affinché si possano vivere bene questi passaggi dell’esistenza.
Una volta si diceva che l’età ideale è il dodicesimo anno, quello in cui Gesù decise di fermarsi nel Tempio di Gerusalemme. Alla Madre, preoccupata per questa presa di posizione autonoma, Gesù rispose con semplicità che doveva occuparsi delle cose del suo Padre dei cieli. Poi tornò a Nazareth, nella sua casa, dove “Cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini” (Luca 2, 52).
La maturazione, che in Gesù è avvenuta in modo rapido a dodici anni, non avviene in tutti allo stesso modo: qualcuno arriva prima, qualcun altro arriva dopo, qualcun altro ancora arriva tardi, come nella Parabola di Matteo (20, 1 – 16) in cui si parla dei lavoratori arrivati nel campo di lavoro in diversi momenti, qualcuno perfino alle cinque pomeridiane.
Oltre all’impegno, che ogni singolo deve mettere in atto per maturare, occorre anche la vicinanza vigile e affettuosa degli educatori: il Cardinale Scola la chiama la “Comunità Educante”. In Africa si ripete il proverbio: “Per educare un figlio ci vuole un villaggio”.

Sacramento della testimonianza

La Cresima o Confermazione impegna alla difesa e alla diffusione della fede, mobilitando i cresimati sotto la bandiera di Cristo. Una volta si diceva che la Cresima fa diventare soldati di Cristo. Se il battezzato è capace di conoscere, amare e servire Cristo nella vita, il cresimato dovrebbe essere capace di conoscere e far conoscere, amare e far amare, servire e far servire Cristo, in modo che Egli sia il senso pieno della vita cristiana.
La Cresima è il Sacramento dell’apostolato ed è triste quando invece diventa il momento dell’apostasia, cioè dell’abbandono concreto della vita cristiana. Sembra che alcuni cresimati abbiano il “complesso della mozzarella”: avere la data di scadenza scritta dietro: dopo la Cresima … addio! Ricordo la battuta di un vecchietto della mia Parrocchia quando stavo cercando i mezzi per allontanare i piccioni dagli edifici monumentali: “Non si preoccupi: dia ai piccioni la Cresima che poi spariscono loro e non li vede più”.
Una volta, dopo aver amministrato la Cresima in una Parrocchia, una mamma si è avvicinata dicendomi: “Monsignore, preghi Dio perché tenga la mano sulla testa di mio figlio”. Io le risposi tranquillamente: “Io pregherò Dio perché suo figlio non tiri via la sua testa dalla mano divina”.
L’impegno di testimonianza deve avvenire su due fronti: il primo fronte siamo noi stessi. Abbiamo ricevuto il dono della fortezza per lottare contro il male, che si annida dentro di noi e abbiamo ricevuto il dono del timor di Dio per attuare la parola di Gesù: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5, 48). Nessuno mai deve sentirsi un arrivato: il vento dello Spirito Santo deve soffiare nelle
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vele per spingere la nostra navicella verso il porto della perfezione evangelica.
Il secondo fronte in cui essere testimoni è l’ambiente in cui viviamo. Attuando l’invito di Gesù ad essere sale e lievito, i cresimati cercano di lasciare un segno positivo e arricchente nelle strutture sociali della vita quotidiana: il matrimonio e la famiglia, il campo della cultura, la vita economica, l’impresa produttiva, l’impegno amministrativo e politico, la promozione della pace nella comunità dei popoli, il rispetto del creato come è scritto nell’enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco.

Il Sacramento della vocazione e della maggiore età

Proprio perché lo Spirito Santo aiuta a crescere (il giorno della Cresima è per i cristiani ciò che è stata la Pentecoste per gli Apostoli), spinge anche a prendere il proprio posto nella comunità cristiana: la chiamata al Matrimonio, al Sacerdozio, alla vita religiosa o missionaria. La scoperta del proprio carisma può essere più precoce o più tardiva, ma è sempre lo scoppio di quelle scintille di Pentecoste, effuse nella Cresima coi doni dello Spirito Santo.
Prima di compiere atti adulti come: sposarsi, consacrarsi, svolgere il compito di Padrino o Madrina, di lettore della Parola di Dio, di Ministro straordinario della Comunione Eucaristica, occorre essere cresimati. Infatti la Cresima attua un passaggio analogo a quello che avviene nella vita civile quando si diventa maggiorenni. Il cresimato è maggiorenne davanti a Dio. Nel Battesimo è diventato figlio di Dio, ma come un neonato, nella Cresima è diventato maturo e consapevole dei suoi compiti. È triste quando in una comunità cristiana si mimetizzano persone immature, tentennanti, non seriamente impegnati a trafficare i sette “talenti” che sono i doni dello Spirito Santo.

Il rito della Cresima

Solitamente il Sacramento viene amministrato durante la Messa, tra la liturgia della Parola e quella Eucaristica.
Il Vescovo, o il Prete autorizzato da lui, invita i cresimandi a confermare personalmente le rinunce, le promesse, la professione di fede del Battesimo. Infatti, se un ragazzo è stato battezzato nell’infanzia, tutto ciò è stato svolto dai genitori e dai padrini a sua insaputa.
Poi impone le mani sul gruppo dei cresimandi, invocando solennemente su di loro i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
Infine il Padrino o la Madrina presenta il cresimando tenendogli una mano sulla spalla (come se fosse un sostegno robusto a una pianticella tenera che sta crescendo) e il Vescovo traccia un segno di Croce sulla fronte, ungendola col Sacro Crisma e pronunciando la forma: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”.
Il Vescovo poi saluta il neo cresimato con le parole: “La pace sia con te” dandogli una carezza sulla guancia. Trattandosi di adulti invece della carezza dà una stretta di mano.