CARITAS PARROCCHIALE

“Ringrazio la Caritas che nelle sue tante forme di presenza dentro il tessuto dioce- sano non viene mai meno alla sua originaria dimensione educativa e di stimolo, e non soltanto di risposta al bisogno.”

Lettera Pastorale – CRESCE lungo il cammino il suo vigore (Arcivescovo Mario Delpini)

La Chiesa, consapevole che la Carità è un dono di Dio in Cristo, annuncia il Vangelo non solo con la Parola, ma anche con la comunione fraterna e le opere di carità verso i poveri e i sofferenti. Il Vangelo stesso ci indica questa strada: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei Cieli” (Mt. 5,16). La carità di Cristo ci spinge verso i più poveri, dando aiuto e solidarietà in stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche e private sociali.
Incontriamo ogni giorno gente che chiede aiuto, che ha bisogno di tutto, che vive in uno stato di precarietà, perché sta perdendo la casa, non ha un lavoro, ma soprattutto è sola e non sa come affrontare tutti i problemi.
La parrocchia è chiamata a stare accanto a queste persone appesantite dal disagio e che portano con sé anche atteggiamenti che creano diffidenza e paura. Particolare attenzione va data alle famiglie, che vivono momenti di sofferenza a causa di malattie, povertà, solitudine, emarginazione, di- sagio psichico e a chi vive il dramma di un familiare in carcere.
Ecco che il farsi prossimo assume un significato di autentica carità. Una carità che predilige e favorisce l’incontro e il superamento delle distanze, il saluto e l’ascolto, il farsi carico per togliere parte del gravoso “carico” di preoccupazioni e problemi, per evitare la disperazione. L’accoglienza, la discrezione e la tenerezza siano espressione di condivisione umana ra- dicata nel mistero di Dio, solo così chi opera la carità saprà essere porta- tore di speranza.
Il fenomeno che stiamo vivendo nelle nostre comunità riguarda anche l’accoglienza degli stranieri; l’impegno è di dare aiuto, affinché trovino il modo per inserirsi ed integrarsi nella comunità, nel mondo del lavoro e in tutte le realtà sociali.
Di fronte alla grave crisi economica che colpisce molte ditte e molti lavo- ratori, rendendo povere molte famiglie, la Chiesa attraverso la nostra
parrocchia, deve cercare di sensibilizzare sul valore di una maggiore so- brietà nell’uso delle risorse e nel tenore di vita e, contemporaneamente, di una concreta e attiva solidarietà nei confronti dei più svantaggiati.
La Caritas parrocchiale ha il compito di sensibilizzare la comunità, colla- borando strettamente con tutte le realtà del territorio.

Dal Catechismo: “La Carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. Gesù fa della Carità un comandamento nuovo. Gesù ci chiede di amare come Lui perfino i nostri nemici e di farci prossimo dei più lontani. Amandosi gli uni e gli altri, i discepoli imitano l’amore di Gesù, che essi ricevono a loro volta. L’esercizio di tutte le virtù è animato e ispirato dalla Carità”.

CHI E’ L’OPERATORE CARITAS

Nella nostra comunità, da sei anni è presente ed operante la Caritas par- rocchiale “Casa Betania”, dove il servizio assiduo di tanti volontari, assicura vicinanza e sostegno alle persone che vivono un periodo diffici- le a causa di un problema familiare, sociale, economico, di salute o di solitudine.
In particolare, presso “Casa Betania”, sono attivi i seguenti servizi: Centro “Io ti ascolto” che apre le porte alle persone che sentono la necessità di un conforto per superare situazioni che richiedono l’intervento delle diverse strutture presenti sul territorio. L’ascolto e le attenzioni prestate dagli operatori sono finalizzate ad accompagnare e a orientare la famiglia nel percorse di recupero della propria autonomia. Nel caso in cui la richiesta di aiuto è anche economica, la Caritas attraverso le risorse donate dalla comunità in adesione al progetto “Tante Famiglie, Una sola famiglia” assicura i generi alimentari di prima necessità e le spese più urgenti che non hanno trovato altra soluzione.
Il progetto “VestiAmoci” che si preoccupa di raccogliere e selezionare il vestiario e le attrezzature per l’infanzia  da donare alle famiglie con bambini da 0 a 14 anni.
Il progetto “Doposcuola StranaMente” assicura l’assistenza allo studio ai ragazzi di età compresa tra i sei e i quattordici anni.
Il progetto “Io Parlo Italiano” che si prefigge l’obiettivo di inte- grare e includere le persone straniere residenti nella comunità.

Le persone impegnate in questo cammino di carità partecipano regolar- mente alle iniziative formative proposte dalla Diocesi al fine di mantenere coerente l’opera della carità al personale cammino di fede.

… IN CAMMINO VERSO LA SANTITA’

“Se cerchiamo quella santità che è gradita agli occhi di Dio, troviamo proprio una regola di comportamento in base alla quale saremo giudicati: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (25,35-36).
Essere santi non significa, pertanto, lustrarsi gli occhi in una presunta estasi. Diceva san Giovanni Paolo II che «se siamo ripartiti davvero dalla contemplazione di Cristo, dovremo saperlo scorgere soprattutto nel volto di coloro con i quali egli stesso ha voluto identificarsi»

(Papa Francesco – Gaudete et Exusltate)