Sentiamo nostro compito imprescindibile, nel tempo del nostro pellegrinaggio, abitare pienamente gli ambienti di vita che condividiamo con tutti. Desideriamo che la benedizione del Signore, trasfiguri i lughi in cui la gente vive, ama, spera e soffre!”

(Lettera Pastorale – CRESCE lungo il cammino il suo vigore – Arcivescovo M. Delpini)

IN CAMMINO VERSO LA SPERANZA

L’UNITALSI fu fondata da Giovanni Battista Tomassi, un giovane roma- no gravemente malato che, se a Lourdes non avesse ricevuto il miracolo della guarigione, si sarebbe suicidato ai piedi della Madonna, come gesto di sfida e di bestemmia.

Alla grotta della Madonna, però, rimase stupito dal conforto, dalla spe- ranza e dalla serenità che i volontari riuscivano a trasmettere ai sofferen- ti.

Un amore così grande lo travolse e lo fece diventare araldo di Maria. Lo stesso amore tuttora vive nei volontari che trasportano gli ammalati nei vari santuari, li vanno a trovare nelle loro case o istituti, condividono momenti di preghiera in Chiesa o nelle loro case coinvolgendo parenti, vicini, amici.

La nostra guida spirituale è il parroco. D’altra parte partecipiamo anche alle giornate di preghiera organizzate a Legnano, presso la sotto sezione di Milano, come associazione Unitalsi.

Ad Arconate nel 1966 l’Unitalsi iniziò la sua opera con un gruppo di vo- lontari, dai 18 ai 30 anni, sostenuti da tanta giovinezza e guidati dal par- roco, insieme al capogruppo Ramponi Giovanni, con qualche anno in più, e la giovane madrina Matera Mariolina.

In seguito, si succedettero nel nostro gruppo come guida i vari parroci e Guido Gatti che ha lasciato il ruolo di capogruppo dopo 36 anni di ottimo lavoro e che ancora ringraziamo.

Oggi circa un centinaio di anziani e malati gravi sono accompagnati dai volontari dell’Unitalsi. Confidiamo nell’aiuto della Madonna per essere testimoni amorevoli dell’amore di Cristo e potere e riuscire con l’esempio ad avvicinare nuovi volontari a questo ministero così ricco di fraternità e solidarietà.

Le nostre iniziative comunitarie sono:
  • 11 Febbraio Santo Rosario in chiesa per la “ Giornata del malato” nella festività della Madonna di Lourdes
  • 3° Domenica di Maggio:     Santa Messa in Chiesa con i malati
  • Ogni Giovedì di Maggio:    Recita Rosario nelle case dei malati
  • 1° Domenica di Giugno:     Pellegrinaggio a Caravaggio

CHI E’ IL VOLONTARIO DELL’UNITALSI

Dal Catechismo: “La compassione di Cristo verso tutti coloro che soffrono
si spinge così lontano che egli si identifica con loro.
Il suo amore di predilezione per gli infermi non ha cessato, lungo i secoli, di rendere i cristiani particolarmente premurosi verso tutti coloro che
soffrono nel corpo e nello spirito. Essa sta all’origine degli instancabili sforzi per alleviare le loro pene”.

Il volontario Unitalsi è una persona generosa, sensibile, premurosa, capace di soffrire con chi soffre, di portare parole di conforto o di stare in silenzio davanti ai momenti di fragilità umana. E’ un cristiano che sa condividere la croce di un fratello, ma anche l’amore che da essa si sprigiona. L’impegno è vissuto in semplicità e consiste nel portare un sorriso, una vicinanza serena, un pensiero spirituale a coloro che per malattia, anzianità o solitudine sono costretti a casa. Il volontario Unitalsi desidera farsi prossimo ed essere fratello di chi non può sentire il calore della comunità: egli porta, con discrezione ma con gioia, questo calore e la bellezza dell’amore capace di condividere.

… IN CAMMINO VERSO LA SANTITA’

La persona che vede le cose come sono realmente, si lascia trafiggere dal dolore e piange nel suo cuore è capace di raggiungere le profondità della vita e di essere veramente felice. Quella persona è consolata, ma con la consolazione di Gesù e non con quella del mondo. Così può avere il coraggio di condividere la sofferenza altrui e smette di fuggire dalle situazioni dolorose. In tal modo scopre che la vita ha senso nel soccorrere un altro nel suo dolore, nel comprendere l’angoscia altrui, nel dare sollievo agli altri. Questa persona sente che l’altro è carne della sua carne, non teme di avvicinarsi fino a toccare la sua ferita, ha compassione fino a spe- rimentare che le distanze si annullano. Così è possibile accogliere quell’esortazio- ne di san Paolo: «Piangete con quelli che sono nel pianto» (Rm 12,15). Saper piangere con gli altri, questo è santità”.

(Papa Francesco – Gaudete et Exsultate)