Santo patrono

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Storia e leggenda

Eusebio, nato in Sardegna, ma ben presto recatosi a Roma ove sarebbe stato battezzato, era diventato lettore della chiesa romanprimo vescovo. La sua elezione a vescovo di Vercelli, cronologicamente risalea; partito da Roma,era passato alla comunità cristiana di Vercelli, che si stava formando, e ne fu il a poco prima dell’anno 355, perché proprio in quello stesso anno lo troviamo presente a Milano come partecipante del Concilio di tutti i vescovi dell’Occidente cristiano, convocato dall’imperatore Costanzo, allo scopo di favorire l’eresia ariana che negava la divinità del Verbo, la seconda Persona della Santissima Trinità, che si era fatto uomo nel grembo di una donna, Maria. La scelta di Milano come sede del Concilio era dovuta al fatto che a partire dall’anno 285 fino all’anno 410, Milano è stata la capitale dell’Impero Romano d’Occidente,essendo geograficamente più vicina ai confini dell’Impero continuamente minacciati dalle popolazioni germaniche che vi volevano entrare con la forza allo scopo non di distruggere l’Impero Romano, ma di partecipare ai benefici di una civiltà considerata superiore alla loro. L’imperatore Costanzo ed i vescovi del partito ariano volevano che i Padri del Concilio firmassero la sentenza di condanna di S. Atanasio, potentissimo patriarca di Alessandria d’Egitto, che era il principale difensore del Simbolo di Fede promulgato dai 318 Padri del Concilio di Nicea, che aveva dichiarato eretico Ario ed i suoi seguaci. Eusebio di Vercelli, Dionigi di Milano avrebbe convertito alla fede cristiana Dionigi, battezzandolo; successivamente Eusebio avrebbe ordinato vescovo di Milano il suo prediletto discepolo Dionigi. Sempre la leggenda vercellesse afferma che il vescovo di Vercelli, Limenio il 30 novembre dell’anno 374 battezzò Ambrogio, che da lui venne ordinato vesco di Milano il 7 dicembre dello stesso anno 347.

Culto di Sant’ Eusebio di Vercelli nella diocesi di Milano alla fine del Duecento

Goffredo da Bussero elenca 30 chiese dedicate a S. Eusebio vescovo di Vercelli e 4 altari, in chiese dedicate ad altri santi. È un numero abbastanza alto, pari a quelle dedicate alla maggior parte degli apostoli. Di queste 30 chiese, 1 è nella città di Milano, 27 sono situate in 27 pievi e 2 in altrettanti monasteri. La chiesa di S. Eusebio di Milano, rimasta vittima della soppressione di parrocchie e di demolizioni di chiese della città di Milano ordinate dall’imperatore d’Austria Giuseppe II nel decennio 1780-1790, era situata nell’attuale via Brera posta ad angolo tra il palazzo Cusani ed il palazzo dei Medici di Marignano. In Milano c’era pure un altare dedicato a S. Eusebio di Vercelli nella antica basilica di S. Dionigi, fatta costruire da S. Ambrogio (la basilica era stata dal santo dedicata al Salvatore) e fatta demolire, sempre nel decennio 1780-1790, dall’ imperatore Giuseppe II. Goffredo da Bussero ci informa che proprio nella chiesa di S. Dionigi si celebrava la festa di S. Eusebio di Vercelli il 1° agosto, giorno della sua nascita alla vita celeste, perché S. Dionigi, ricorda Goffredo da Bussero, era stato battezzato proprio da S. Eusebio di Vercelli. Nell’elenco delle chiese che si ritrovano nelle pievi, è già ricordata la chiesa di S. Eusebio di Arconate, nella pieve di Dairago (In plebe Dairago, loco Arconate, ecclesia Sancti Eusebii): si noti che Goffredo da Bussero solitamente usa la parola ecclesia per indicare un edifi cio di culto in cui viene celebrata la cura delle anime da parte di un sacerdote titolare di un benefi cio ecclesiastico con l’obbligo della residenza in una casa vicina alla chiesa. Le pievi in cui esistevano, ai tempi di Goffredo da Bussero, chiese od altari in onore di S. Eusebio di Vercelli appartenevano a tutte le regioni della diocesi, ivi compresa la pieve della Valle Leventina, che si trovava nell’Alto Ticino, ai piedi del San Gottardo. Tuttavia appare che il culto di S. Eusebio di Vercelli era presente in pievi tra loro territorialmente vicine, come ad esempio: Angera, Trebbia, Varese, Castelseprio, Somma, Arsago Seprio, Gallarate e Dairago. Esistevano pure chiese dedicate a S. Eusebio nei monasteri di Canobbio e della Cascina Battitacco, nei pressi di Corsico, in pieve di Cesano Boscone. Quando già agli inizi del secolo V a Milano, subito dopo la morte di S. Ambrogio, avvenuta il 4 aprile del 397, ebbe inizio il culto dei grandi vescovi, in modo particolare dei vescovi che dovettero soffrire a causa della fede senza, però, arrivare al martirio, Eusebio di Vercelli fu uno dei vescovi non milanesi entrato nel Santorale della chiesa di Milano.

mons. Antonio Rimoldi

Insegnante di Storia della Chiesa presso

Il Seminario Arcivescovile di Venegono