Una comunità in preghiera2019-07-15T23:29:51+02:00

“E’ opportuno che tutto il popolo cristiano sia introdotto alle diverse forme di pre-ghiera e che la liturgia delle ore sia apprezzata nella sua ricchezza, nel ritmo temporale che scandisce la giornata, nell’essere voce di tutta la Chiesa. (…) Se un cristiano non prega è esposto al rischio di una fede che si inaridisce, di un cammi-no che si smarrisce nel deserto”.
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IN CAMMINO VERSO IL DIALOGO CON DIO
Come dice Anna Maria Cànopi, “la preghiera è essenzialmente un dialogo d’amore”, anzi: “pregando “dimostriamo di mettere Dio al primo posto nella no-stra vita, un Dio con il quale abbiamo un rapporto di filiale fiducia”. Per questo “bisogna pregare non solo in alcuni momenti, ma diventare preghiera, essere per-manentemente in preghiera”.
Affidiamo a Dio questo alto desiderio e questo augurio: diventare pre-ghiera, senza inventare nuove forme, ma vivendo meglio e con convin-zione le tante occasioni e momenti che già esistono, per sperimentare la bellezza della preghiera comunitaria, che respira insieme alla preghiera individuale e alle azioni fatte preghiera.
Molti sono momenti pensati per condurre la comunità a cercare la pre-senza di Dio nella preghiera: il silenzio orante dell’adorazione il primo venerdì del mese o nei momenti significativi della vita parrocchiale, i Pellegrinaggi proposti ed Rosari nei quartieri nel mese di maggio, del giovedì sera, o in suffragio dei defunti; la preghiera nelle processioni per le vie del paese o nelle famiglie davanti all’icona itinerante della Sacra Famiglia; la preghiera proposta dalla Commissione Missionaria in occa-sione dell’Ottobre Missionario; la preghiera con cui inizia ogni incontro formativo ed ogni commissione della Parrocchia, la benedizione Natalizia e la Novena, oltre all’incoraggiamento della pratica della Liturgia delle Ore, in chiesa, ma anche in famiglia.

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