Ministero Straordinario dell’Eucarestia2019-10-05T20:20:50+02:00

IN CAMMINO VERSO LA COMUNIONE CON CRISTO

Il ministero di questo servizio liturgico, intimamente connesso con la carità e destinato soprattutto ai malati e alle assemblee numerose, impegna chi lo esercita a inserirsi attivamente nella propria comunità parrocchiale e a dare testimonianza di vera pietà eucaristica.

In questa comunità i ministri straordinari della comunione sono 12 (3 uomini e 9 donne), tra i quali è nominato un referente.
Il ministro straordinario della comunione eucaristica ha la gioia e la responsabilità di prendere tra le mani il pane eucaristico, sacramen- to del Corpo e del Sangue di Cristo, memoriale del sacrificio pa- squale, mistero di amore e di unità, pegno della gloria futura, e di porgerlo ai fedeli perché se ne nutrano.
I riti di comunione all’interno della santa Messa, in buona sostanza, sono riproposti dai ministri anche al di fuori della Messa, quando portano la comunione ai malati e agli anziani, specialmente di domenica, anche per unire la comunione ai malati e la Messa celebrata in parrocchia .

CHI E’ IL MINISTRO STRAORDINARIO DELL’EUCARESTIA

Dal Catechismo: Il Ministro straordinario dell’Eucarestia è un servizio da promuovere e da valorizzare come segno di una comunità che si fa vicina al malato e lo ha presente nel cuore della celebrazione eucaristica, come membro del Corpo di Cristo, a cui va offerta la cura più grande”.

Il ministro è un collaboratore preparato: partecipa alla catechesi degli adulti, cerca di conoscere la Parola di Dio, coltiva un forte interesse per la liturgia eucaristica, recita la Liturgia delle Ore.
Il ministro è puntuale e preciso: che bella cosa la puntualità! Se il ministro non può andare alla visita in casa del malato, avvisa.

Quando arriva saluta, poi predispone e prepara ogni cosa col dovuto decoro. Osserva con esattezza il rito prescritto che conosce bene.

Svolge il suo compito con calma e serenità. Sa evitare ripetitività e

pettegolezzi.

Il ministro è devoto e si deve vedere la sua fede. Il ministro adora il miste- ro, è contrito per i suoi peccati, proclama con attenzione la Sacra

Scrittura (magari riportando un pensiero dell’omelia del parroco). Offre la comunione con gesto eloquente, osserva il sacro silenzio, invita al ringraziamento.

In questo modo rende presente Gesù, “ il medico delle anime e dei

corpi”, il solo che porta la pace nel cuore.

Il ministro è umile: mette al centro Gesù e, insieme, il malato. In rife- rimento al malato deve essere anche un po’ psicologo: cerca di capi- re la sua solitudine, la sua povertà, la sua emarginazione. Si impegna ad ascoltare, offrire calore umano, trovare parole (poche) di conso- lazione; consapevole di poter trovare familiari o badanti stanchi o affaticati…

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